COS’È LA PSICOLOGIA DELLO SPORT? E IL MENTAL TRAINER?

“I campioni non si costruiscono in palestra. Si costruiscono dall’interno, partendo da qualcosa che hanno nel profondo: un desiderio, un sogno, una visione. Devono avere l’abilità e la volontà. Ma la volontà deve essere più forte dell’abilità.”

(Muhammad Alì – pugile)

La psicologia dello sport studia il comportamento umano legato all’attività sportiva, agonistica e non, professionale e non, in relazione ai fattori emotivi, alla motivazione, alla concentrazione, alle dinamiche di gruppo-squadra, alla personalità. E’ una disciplina rivolta a tutti coloro che abbiano voglia di migliorare la propria prestazione e, contrariamente a quello che tutti pensano, non è dedicata solo ai campioni o agli atleti di alto livello. La psicologia dello sport non cura e ha come obiettivo la valorizzazione delle potenzialità individuali e relazionali, che possono essere allenate esattamente come le abilità tecniche.

Lo psicologo dello sport quindi è uno psicologo specializzato in Psicologia dello Sport, altamente qualificato. In Italia per essere uno psicologo dello sport bisogna avere una laurea magistrale in psicologia (quinquennale) ed essere abilitati alla professione attraverso l’iscrizione all’albo degli psicologi. Per ora non ci sono prescrizioni di attività formative dedicate post-lauream, ma risulta particolarmente indicata una formazione specifica (corsi o master nello stesso ambito) data la specificità dei compiti professionali di chi lavora in questo settore.

Lo psicologo dello sport fa un percorso parallelo alla preparazione fisica, tattica ed atletica e non interventi spot; lavora in collaborazione con le figure che ruotano intorno all’atleta come l’allenatore ed il tecnico, per non andare in direzioni opposte. Il lavoro con l’atleta ha come obiettivo primario quello di raggiungere il suo benessere sportivo, migliorando la sua performance e di raggiungere prestazioni eccellenti, difficili da ottenere senza benessere.

L’atleta ha intorno a sé un sistema complesso di pianeti (famiglia, amici, società sportiva, squadra, scuola…) che devono cooperare con il solo obiettivo del benessere del nostro atleta. Ogni atleta è diverso, quindi non si può uniformare a semplici protocolli, non c’è una ricetta che vada bene per tutti.

 

Il mental training è un allenamento psicologico composto da diverse tecniche, selezionate in base alla specificità della singola disciplina, agli obiettivi da raggiungere, alla personalità dell’atleta.

Lo psicologo dello sport studia i processi cognitivi, emotivi e comportamentali connessi con le prestazioni degli atleti e delle squadre nel contesto sportivo, l’esercizio fisico e la partecipazione ad attività sportive.

 

PERCHÉ È IMPORTANTE ALLENARE LA MENTE?

 

Pensare bene, cioè in modo giusto, contribuisce a giocare meglio e a esprimersi al massimo.

Ad esempio i professionisti del tennis osservano le giuste pause tra un punto e l’altro, si siedono ai cambi di campo, non urlano, non sbraitano, difficilmente si lamentano, non lanciano la racchetta (quasi mai). Le loro manifestazioni di gioia, disappunto, rabbia, sono sempre contenute. Eppure dentro a questi atteggiamenti in apparenza freddi e stereotipati, bollono emozioni forti e stati d’animo di grande intensità: ma hanno imparato che la disciplina dei comportamenti e soprattutto quella mentale è assolutamente necessaria per non disperdere energie e per riuscire a esprimere il meglio di sé.

Pochi atleti conoscono la potenza del pensiero e credono che pensare una cosa o un’altra, prima e anche durante il match/gara, non faccia differenza e che una partita si vinca soltanto grazie alle gambe e ai colpi; assegnano alla testa un ruolo assente o marginale ma nulla è più sbagliato. Le ricerche hanno dimostrato che mente e pensieri influenzano moltissimo il corpo e le sue reazioni, comprendendo anche i riflessi ed il tono muscolare.

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